OMAGGIO DI SANGUE a…Antonio Margheriti!

Danze macabre – L’horror secondo Margheriti


danza-macabra.jpgPiù che un semplice regista Antonio Margheriti è un autentico uomo di cinema, una di quelle figure che ha fatto il suo ingresso nel luccicante mondo della settima arte passando dalla porta di servizio (famigerati gli aneddoti che riguardano gli agguati mattutini di un giovane e inesperto Margheriti al produttore della Titanus Goffredo Lombardo) per giungere volitivamente a calcare i palcoscenici più importanti del cinema internazionale, uno dei rari cineasti italiani che può vantare una rigogliosissima e frastagliata filmografia in grado di annoverarlo come fenomenale attraversatore di generi, dalla commedia all’avventura, dalla fantascienza (senza dubbio l’autore che con Space Men, Il Pianeta degli uomini spenti e la cosidetta Quadrilogia di Gamma 1 più di tutti ha contribuito all’affermazione della sci-fi in una cinematografia che si è sempre dimostrata scostante nei confronti di questo nobile genere) all’horror, dal western allo spy-movie, passando da un filone all’altro, da una pellicola alla successiva con estrema e naturale disinvoltura.

lunghifoto.jpgPur non essendo inizialmente catturato dal côté orrorifico, seguendo con attenzione l’altissima lezione di maestri del calibro di Riccardo Freda e Mario Bava, Margheriti nel 1963 sforna un inossidabile capolavoro: Danza Macabra. Gli fanno seguito a brevissima distanza due altre importanti opere che alimenteranno la sua vena horror e determineranno un rilevante magistero stilistico in chiave gotica: La vergine di Norimberga e I lunghi capelli della morte. L’horror di Margheriti si configura come la somma calibrata di elementi formali di inusuale raffinatezza, il suo riferimento principale è letterario: il racconto gotico inglese à la Matthew Lewis e Horace Walpole. Il suo orrore assume le forme di una paura tutta psicologica derivante dal rapporto di mistero e incertezza che intercorre tra l’individuo e la realtà che lo circonda, un reale tetro e oscuro fatto di accadimenti strani ed inspiegabili che insinua il tarlo del dubbio nella labile mente dell’uomo, fino a spingerlo sull’orlo di un inevitabile baratro di follia. morsa-del-ragno.jpgPiù che il racconto in sé, adagiato su una narrazione lenta ed avvolgente, quello di Margheriti è un cinema di sguardi, di atmosfere, di chiaroscuri düreriani che mirano a rivelare l’ambiguità delle e nelle cose (non è un caso che i film a cui sia rimasto maggiormente legato sono proprio quelli in bianco e nero), di misurati e fascinosi movimenti di macchina, di costruzioni visuali infallibili e coinvolgenti, un horror in sostanza di alta e intelligente fattura, con effetti speciali mai fini a se stessi ma sempre funzionali al contesto visivo-narrativo della situazione filmica.

Naturalmente anche l’horror di Margheriti ha seguito l’evoluzione di un genere che col passare degli anni andava sempre più inseguendo traiettorie diverse, passando al thriller e al giallo d’ambientazione urbana o “collegiale”, e allora ecco che dopo il baviano Sei donne per l’assassino, spuntano fuori titoli come Nude si muore, in cui il soprannaturale lascia spazio a tematiche più terrene come erotismo, denaro etc. laddove la struttura thriller si sostituisce alla suggestione delle atmosfere gotiche, anticipando di qualche anno il grande giallo argentiano. dilazzaro.jpgEppure il romanticismo nero margheritiano non desiste e anche negli anni ’70, quando l’horror sembra essere fuori tempo massimo, Margheriti ripropone una sorta di remake aggiornato di Danza Macabra con Nella stretta morsa del ragno, e un horror metafisico in cui trovano spazio costruzioni agathachristiane: La morte negli occhi del gatto. E proprio l’intersezione tra generi sarà l’ingrediente principale del cinema in salsa orrorifica del Margheriti successivo, dalle esperienze collaborative con la Wharol Factory (Morrissey, Dallesandro, Kier etc.), Il mostro è in tavola barone Frankenstein e Dracula cerca sangue di vergine e morì di sete, nelle quali l’horror si tinge dei vivaci colori della farsa, fino a un’eco-vengeance come Killer Fish – Agguato sul fondo e l’horror-action-war-movie di culto Apocalypse Domani